Teatro

La Betulla

La chimica invisibile

Da un'idea di Mariasole Bannò
Testo di Andrea Albertini
Regia di Bruno Frusca
Attrici: Martina Ajimone Marsan, Mariasole Bannò, Camilla Scotti, Elisabetta Orlandi, Rosanna Pedrinelli, Beatrice Erba
Teatro Verona
Sei donne geniali, sei donne coraggiose, matematiche, ingegneri, fisiche, ma pur sempre donne.

La chimica invisibile – La Betulla

Sei donne,le loro vite,il loro straordinario contributo al mondo della scienza,un mondo che spesso le ha ignorate,un mondo abituato a declamare i successi maschili ed affossare quelli femminili,un mondo che non poteva accettare che una donna eguagliasse,se non addirittura superasse,un uomo, come se la virilità fosse garanzia di successo.Invece io vi dico che serve emozione per essere intelligenti.Queste donne non hanno avuto paura di applicare i sentimenti alla realtà.Questo spettacolo vi dimostrerà che anche le donne possono avere un pensiero critico applicato alla scienza, alla fisica, alla tecnica, alla matematica. Discipline che sono da sempre sembrate fortemente maschili, donne coraggiose e geniali le hanno esplorate con successo, ma questo successo spesso è rimasto sordo, dentro le loro pance, come un figlio mai nato, o un figlio illegittimo. Il riconoscimento talvolta è avvenuto a posteriori,talvolta mai. Nonostante questo,non è mai mancata loro la forza di rialzarsi,né la paura di fallire e di rialzarsi ancora,con una generosità tipica femminile.

Ecco allora che saranno messe in scena le vite e le scoperte di Ada Lovelace Byron, figlia mai riconosciuta del poeta Lord Byron, che nella prima metà dell’ottocento ha prodotto un algoritmo per generare i numeri di Bernoulli ideato per essere elaborato da una macchina.Consideratela il primo software di computer.

Mariam Al Ijliya visse nel 900 d.c., astronoma e creatrice di astrolabi con i quali era possibile localizzare e calcolare la posizione dei corpi celesti. Consideratela il primo navigatore. Marie Curie, chimica e fisica polacca, insignita di ben due premi nobel per i suoi studi sul radio e sul plutonio. Prima donna ad aver insegnato alla Sorbona di Parigi,dedicò tutta la sua vita a studiare e a donare le sue ricerche al mondo.

Consideratela semplicemente un genio Hedy Lamarr, attrice e inventrice austriaca naturalizzata americana. Studentessa di ingegneria con la vocazione per la recitazione, il cinema le ha riservato ruoli da bella e stupida,in realtà sviluppò,durante la seconda guerra mondiale,insieme al compositore musicale Antheil un sistema di guida a distanza per siluri.Consideratela la prima rete wi fi.

Mileva Maric, fisica serba, una delle prime donne a studiare al politecnico di Zurigo e prima moglie di Albert Einstein, ha quasi certamente partecipato attivamente agli studi sulla relatività di Einstein.La comunità scientifica ancora non le riconosce questo ruolo, ma il fatto che Einstein si sia arenato dopo averla lasciata e le abbia consegnato tutti i soldi del Nobel è un chiaro sintomo della sua primaria importanza negli studi del marito.

Infine Sofia Kovalevskaya, matematica e scrittrice russa. Si sposò per aver il permesso Maschile necessario per studiare, le donne allora non potevano studiare in università prima donna del nord Europa ad ottenere una cattedra universitaria in Svezia,nel 1889.

Le donne hanno solo bisogno di essere riconosciute, di essere guardate. Scorre davvero sotto la loro pelle una chimica invisibile forse a loro stesse, un flusso fatto di emozioni e materia che le imprigiona e allo stesso tempo le rende libere, le rende uniche. Spetta a voi collocarle nella giusta dimensione. Scegliete però come farebbero loro:con metà cuore e metà testa, perché solo così raggiungerete traguardi inaspettati.

La Betulla

Tutti gli spettacoli sono nati sotto la Regia di Bruno Frusca e tutti hanno debuttato nel piccolo teatro che Frusca ha ricavato nel seminterrato della sua abitazione, una sala di cento posti completa di tutte le necessarie attrezzature tecniche e logistiche. Nel 1992 ll Presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha conferito a Bruno Frusca l’onorificenza di “Cavaliere al Merito della Repubblica”. Nel 1997, in Spagna, con “Antigone” di Jean Anouilh, la Betulla viene selezionata a rappresentare l’Italia alla VIII Muestra Internacional de Teatro Contemporaneo, e alla Temporada de Otono a Reinosa, sempre in Spagna. Nel settembre 2000 partecipa alla Rassegna Internazionale di Bellinzona, con “Zio Vania” di Cechov. Nell’anno artistico 2002-2003 l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Brescia ha affidato a Bruno Frusca il compito di Direttore Artistico di Dialettalia, Rassegna Teatrale Itinerante. Dal 2007 l’Assessorato alla Cultura del Comune di Nave assegna alla Betulla il compito di organizzare la manifestazione “Armonie dell’Opera” interessante operazione di presentazione dell’opera lirica con particolari collegamenti teatrali con l’origine del libretto. Diverse sono state quindi le collaborazioni nel campo della musica lirica con allestimenti di Bohème, Tosca, Traviata, Rigoletto, Madama Butterfly e il Trovatore.

Dal 2010 Bruno Frusca riveste il ruolo di Direttore Artistico del Trofeo Catullo, Festival Teatrale Nazionale di Sirmione. Negli ultimi anni, continuando l’opera di ricerca comunicativa che ne ha sempre caratterizzato il percorso, l’attenzione della compagnia si è focalizzata sulla messa in scena di testi di autori contemporanei, approfondendo sempre di più le problematiche dell’attuale fase della storia culturale e sociale dell’uomo, legate al rapporto tra la coscienza umana e la conoscenza scientifica e tecnologica che ha modificato i valori su cui si basa la società moderna. In quest’ottica hanno visto la luce gli spettacoli “Copenaghen”, “il Visitatore”, “Sotto un ponte lungo un fiume”, “il Vangelo secondo Pilato” e “Se ci fosse luce, Aldo Moro”.

L’AUTORE ANDREA ALBERTINI

Albertini studia Architettura al Politecnico di Milano dal 1988 al 1992. Contemporaneamente segue la sua passione e si avvia al teatro frequentando il Corso Teatro e Recitazione presso il C.T.A. Centro Teatro Attivo a Milano. Dal 1989 è tra gli attori protagonisti del Gruppo Teatrale la Betulla di Nave. Tra i ruoli principali si ricordano: Colin in George Dandin o il marito confuso di Molière; Michail L’vovič Astrov Zio Vanja di Čechov; Emone in Antigone di Anouilh; Michele in L’uomo e la sua morte di Giuseppe Berto; Eric Birling in Un ispettore in casa Birling di Priestley; Fernando in Mariana Pineda di Garcia Lorca; Cassio in Othello di Shakespeare; Werner Heisenberg in Copenhagen di Michael Frayn; Simone in Alcesti o La recita dell’esilio di Raboni. Numerosi sono i premi vinti in importanti festival nazionali portando in scena gli spettacoli della Betulla. Dall’inizio degli anni 2000 compone testi per molteplici occasioni. Nel 2015 va in scena il suo testo Una strana rapina e l’anno seguente vede la luce Il polmone azzurro e il mondo di Orteip. Nel 2015, grazie a una collaborazione con le Università di Trento e di Brescia, sviluppa un nuovo Art Based Method ad oggi noto come Theatre Teaches. Da allora almeno una decina sono le edizioni di questo percorso universitario. Altrettante sono le produzioni teatrali organizzate nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro dei più importanti Licei della città di Brescia. Numerosi sono anche gli interventi volti a formare giovani ragazzi. Nel 2018 scrive La Chimica invisibile che ad oggi conta oltre trenta repliche.

IL REGISTA BRUNO FRUSCA

La passione teatrale di Bruno Frusca ha radici profonde. Frequenta negli anni ’60 e ’61 il corso biennale di recitazione sotto la direzione di Mina Mezzadri alla ‘Loggetta” di Brescia (ora Centro Teatrale Bresciano), presso la quale svolge intensa attività per dieci anni. Completa all’università di Bologna i corsi DAMS di regia sotto la direzione di Luigi Squarzina. Nel’68 fonda a Nave una propria compagnia, che ha debuttato con “Avamposto” di Alfonso Sastre. La strada percorsa dal gruppo in più di 50 anni di attività è inenarrabile. Un gran via vai di persone, decine di spettacoli, migliaia di trasferte, problemi e successi, ma ogni cosa è stata affrontata con risoluzione, caratteristica che gli ha certamente permesso di stare in piedi nonostante le avversità che normalmente una compagnia teatrale incontra. Uno dei suoi punti fermi è l’autonomia.

Io non ho mai chiesto niente a nessuno, non ho mai bussato alle porte giuste, tutto quello che ho, l’ho ottenuto con le mie forze, ma questo non stupisce, se si riesce a comprendere la passione che anima chi, benché con una scelta da non professionista, ha dedicato e sta dedicando la vita al palcoscenico. Il teatro in ogni sua forma. Bruno Frusca crede che nel teatro non si debba chiudere nessuna porta. Ogni via va intrapresa, provata e sperimentata, senza rimanere vincolati a un genere o seguire il filone di un successo. E così il regista, autore, attore e scenografo del gruppo, ogni volta crea qualcosa di nuovo, riscuotendo sempre enorme consenso di critica e pubblico.

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