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Spettacolo modus

Orti Erranti

Se almeno mi scrivesse una lettera d’amore

Racconto teatrale per voce di donna e terapeuta fantasma

di Vito Frugis
con Laura Murari e Andrea Castelletti
regia collettiva
Teatro Verona
Un racconto ironico, dissacrante e femminista, per voce di donna e un terapeuta fantasma. Se davvero esiste l’amore per sempre, Dorothy Stanton, la protagonista, ce ne svela i segreti.

E’ la storia dell’educazione erotica e sentimentale della ventenne Dorothy Stanton, la protagonista che, sparigliando le consuetudini dell’amore, lascia il suo ragazzo e mentore George T. Orwell al culmine della passione, senza un motivo apparente, se non per la certezza di ritrovarlo un giorno. Si tratta di una seduta di terapia con il Dottor B.F. Skinner, lo psicologo più influente al mondo dopo Sigmund Freud, un monologo ironico e dissacrante di una donna alla ricerca del proprio destino, in cui la trama riserva sorprese e spiazza lo spettatore sul finale. La vicenda è a lieto fine e, seppure con i propri fantasmi, Dorothy è tutt’altro che una donna tormentata. La sua gioia di vivere e la sua leggerezza sono contagiose, in un intreccio di vita vissuta, illusioni cullate sotto le stelle e verità sospese. Se davvero esiste l’amore per sempre, Dorothy ce ne svela i segreti.

La vicenda, i dialoghi e i personaggi sono frutto dell’ingegno e della fantasia, ma al punto da sembrare veri. Chi dovesse riconoscersi è per caso. Tratto dalla trilogia “L’algoritmo di Skinner – Verità sospese”


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