MODUS SI TRASFORMA
SPAZIO ALL’ARTE E ALLA CULTURA
Modus è
luogo di cultura per la cultura
con i suoi spazi modulabili si trasforma
in ambiente ideale per ospitare mostre ed esposizioni
uno spazio per stupire
uno spazio per creare
uno spazio per immaginare
uno spazio per celebrare
Arte e Cultura
dal 21 al 28 giugno 2025
SENTIMENTI IN SCENA
Mostra personale di
FEDERICA ZANETTI
Inaugurazione sabato 21 giugno ore 18.30
con l’intrattenimento musicale della New Perdido Jazz Band
Orari giorni successivi
domenica 22 giugno dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 21
dal 23 al 27 giugno dalle ore 16 alle 21
sabato 28 giugno dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 21
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Nata a Verona il 08/03/1975, vive ed opera a Valgatara in via Casetta n. 2 nel Comune di Marano di Valpolicella. Tra il 1993 e il 1998 frequenta l’Accademia di Belle Arti a Venezia e partecipa a vari concorsi ed esposizioni. Lei è ciò che dipinge, dal colore che vivacizza l’immagine, alle scelte di proporre figure femminili, animali e figure più o meno appariscenti . La sua ricerca è rivolta al Bello inteso come armonia delle cose, al non perfetto, ma alla perfezione di sentire nell’insieme di un opera l’ordine. La disarmonia crea confusione e il nostro interlocutore deve almeno partire da un punto chiave dell’opera e sta all’artista indurlo a cercarne l’esistenza.
Hanno detto di lei:
Coinvolgente è la sensazione di movimento armonioso, avvolgente, simile ad un vortice o a passi di danza a volte rappresentati da figure esili appena accennate che improvvisano un arabesque o un passo de deux. Quella di Federica Zanetti è un’arte che invita a riflettere su contenuti complessi e impegnativi, vincolata però da una radiosità totale e sapienza illustrative e mentali che nel nome della bellezza alleggeriscono le angosce della vita. Vera Meneguzzo critica d’arte
Federica profonde tutta la sua passione nel tradurre visivamente, secondo una poetica aspra, incisiva, ma esaltante il passaggio dalla riproduzione del soggetto, che evidenzia la sua salda Preparazione accademica, alla potenziale disgregazione della figura. Ottavio Borghi critico d’arte
In ogni opera di Federica Zanetti ci sono tanti tocchi leggeri che volteggiano e alleggeriscono la sua pittura complessa e genuina che sgorga simile ad un atto d’amore sulla tela. Nei volti dei protagonisti c’è un qualcosa che appare e dispare, che viene incontro e prontamente si allontana, che si avvicina e si ritrae. Le cromie generano presenze in primo piano, ma tutto intorno il fondo è in continuo divenire, qua e là emergono guizzi di un giallo che freme, di un rosso che avanza da protagonista, del blu dei sogni che scova, all’interno dei nostri mulinanti pensieri, il Bello che è messaggio universale
Marifulvia Matteazzi Alberti











