Teatro
Compagnia Teatro delle Temperie
di Bologna
LO STRONZO
in calendario
-
La data è in fase
di programmazione -
E’ la sera del decimo anniversario di matrimonio di Luca e Lilli, la coppia è pronta per andare a festeggiare. Una parola sbagliata, una reazione violenta, lei sbatte la porta e scappa. A nulla servono le imprecazioni prima e le preghiere poi, per farle aprire quella maledetta porta e farla tornare. Luca non capisce, non si rende conto di quanta violenza metta quotidianamente da sempre nel suo rapporto con Lilli. Luca davanti a quella porta chiusa prova a capire, cerca una chiave che possa riaprire la sua relazione.
In scena troneggia al centro un’enorme porta chiusa volutamente anonima a simboleggiare tutte le porte, mentali, sociali, culturali o reali che separano il maschile dal femminile.
In scena Luca solo, in affanno, sperduto, rabbioso, in gabbia, chiuso dentro o lasciato fuori, escluso, rifiutato, incapace.
Si susseguono tre distinti piani narrativi: Luca che prova a farsi sentire da Lilli malgrado l’immensa porta chiusa; Luca che ci mostra, in una sorta di estremo riassunto, il proprio rapporto con il femminile in casa, sul lavoro e fra gli amici; Luca che cerca in se e nella propria storia famigliare quali esempi di maschile lo hanno portato ad essere quello che è diventato.
Nel frattempo nessuna risposta dalla sua Lilli che sembra sempre più aver chiuso tutte le porte ormai, lasciandosi definitivamente alle spalle Luca rimasto solo nel grigiore delle proprie convinzioni, insieme ai propri stereotipi obsoleti e alla propria incapacità emotiva e relazionale.
Resta solo, Luca, bloccato da quella porta che si renderà conto di non essere in grado di aprire non perché Lilli l’abbia realmente chiusa ma perché è a lui che mancano i mezzi culturali ed emotivi per capirne i meccanismi e scardinarne l’impenetrabilità.
Luca esasperato dal silenzio e dall’assenza di Lilli, infuriato contro di lei e contro la propria incapacità, colmo di sensi di colpa e frustrato da una opprimente sensazione di inadeguatezza da alla fine sfogo a tutta la propria rabbia e trova nell’aggressività l’unica valvola di sfogo, l’unico modo per uscire da quella situazione per lui ormai insostenibile.
Quella porta infatti non può riaprirsi, Lilli dopo quella lite non ha più potuto rispondere. E’ l’ennesima vittima di femminicidio, di una violenza nascosta in relazioni all’apparenza normali, ma ancorate in squilibri che troppo spesso non si riescono a vedere e capire, tanto meno scardinare.
elementi di scena Matteo Soltanto
elementi di scena realizzati nel laboratorio ERT
suoni e musiche originali D.A.D.D
foto di scena Roberto Cerè
una produzione Teatro delle Temperie
NOTE DI REGIA E DRAMMATURGIA
di Andrea LupoCosa può portare un uomo a commettere atti di atroce violenza su una donna?
Da dove arriva questa aggressività incontrollabile che, la maggior parte delle volte, si sfoga proprio tra le mura domestiche, sulle persone più vicine, sulle mogli, le compagne, le figlie?
I numerosissimi fatti di cronaca dai quali siamo ormai assediati sono tanto atroci quanto apparentemente inspiegabili.Uno dei fattori che più frequentemente hanno in comune questi episodi di estrema violenza è il racconto dei conoscenti, degli amici, dei parenti: da tanti l’uomo violento viene descritto come una bravissima persona, come uno che mai e poi mai ha fatto del male a nessuno, un bravo papà, una bravo marito, uno “normalissimo”.
Ho cercato di costruire un personaggio senza alcuna specifica caratteristica che lo rendesse particolare: un uomo senza alcun trauma infantile specifico, senza alcun esempio di uomo aggressivo in famiglia, senza alcun alibi e senza scuse!
Una coppia felice, rispondente ad ogni possibile criterio di “normalità” (media su ogni media): è questo il caso che mi interessa descrivere. Un uomo comune come può essere chiunque di noi.
E’ un viaggio intimo e profondo nella sua sensibilità, nella sua forma mentale, nel suo essere uomo.Cosa fa di un uomo un uomo?
Quali sono i pensieri, le reazioni, i comportamenti che comunemente vengono etichettati come maschili?… e lo sono davvero?… e vanno davvero a formare l’essenza dell’essere un maschio?…Ho messo Luca in una situazione stressante che lo portasse a scontrarsi con tutte le proprie certezze e le proprie forme culturali e mentali.
Una situazione che lo mettesse profondamente alla prova e lo costringesse a fare i conti con se stesso e la propria mascolinità in cui sceglie la violenza, l’aggressività, sceglie di non capire, sceglie di non scegliere e lascia che il suo essere maschio per esser maschio, ancora una volta, abbia bisogno di opporsi fino allo schiacciare fino al distruggere il suo opposto… l’essere femmina.
Una sconfitta per ognuno di noi… una vergogna per ogni uomo…
Uno spunto di riflessione, spero, perché mi piacerebbe che usciti da teatro gli uomini ripensassero a tutti quei piccoli gesti quotidiani in cui il loro essere e sentirsi uomini prevede in qualche modo l’umiliazione o l’oppressione dell’essere femmina, perché mi piacerebbe che le donne uscendo da teatro riconoscessero di essere ferite un poco ogni giorno e non lo permettessero più a nessuno.
aiuto regia Giovanni Cordì
con il sostegno della Regione Emilia – Romagna
con il patrocinio di Amnesty International Italia
con il Patrocinio e Contributo del
in calendario
-
La data è in fase
di programmazione -
Per riduzioni sui biglietti, promozioni e convenzioni si veda la pagina biglietti
ISCRIZIONE NEWSLETTER
Per essere sempre aggiornati su variazioni e novità di eventi, sia presso modus che in altri spazi teatrali invernali ed estivi, e per iniziative, promozioni e sconti, iscrivetevi alla newsletter di modus.
Clicca qui per iscriverti
L'Evento fa parte del percorso
Main Sponsor e Partner della Stagione Culturale
-



Calendario generale