Teatro Comico

Spettacolo Ospite

Anacoleti Officina Teatrale
di Vercelli

La fine del mondo

di Jura Soyfer
con Raffaella Di Bella, Giacomo Dolce, Alice Monetti
Chiara Moriano, Elia Olivato, Cielo Olmo

Dj Set Sandro Gino
regia Davide Celoria
durata 75 min
Teatro Verona
Uno spettacolo agile, dinamico e fortemente evocativo, che alterna momenti grotteschi e comici a squarci di grande intensità poetica. La struttura episodica mette a nudo una società incapace di reagire alla crisi: politici che rimandano, scienziati ignorati, cittadini distratti, media confusi.

Scritta tra il 1934 e il 1937, Der Weltuntergang (“La fine del mondo”) è una delle opere più celebri di Jura Soyfer, autore ebreo viennese, morto prematuramente nel 1939 nel campo di concentramento di Buchenwald. La sua breve e tragica vita – interrotta a soli 26 anni dalle persecuzioni naziste – rende ancora più potente la sua scrittura, lucida e profetica.
La pièce racconta di un surreale congresso dei pianeti che, esasperati dall’arroganza dell’umanità, decidono di distruggere la Terra inviando una cometa. Ne nasce una feroce satira delle reazioni umane: negazione, egoismo, opportunismo, incapacità di comprendere la portata della catastrofe imminente. Nel solco del teatro comico viennese (Nestroy, Raimund) e con echi brechtiani, Soyfer costruisce un’opera
che mescola comicità, poesia e critica politica, diventando una delle più rappresentate nel nord Europa, in particolare nei paesi di lingua tedesca, dove continua a essere un testo di riferimento del teatro civile del Novecento.

L’adattamento di Officina Anacoleti restituisce tutta la forza corrosiva del testo originale, intrecciando narrazione teatrale e dimensione contemporanea: un DJ introduce il pubblico nello spettacolo attraverso
un susseguirsi di scene, flusso continuo di voci, notizie, propaganda e frammenti di vita quotidiana.

A quasi un secolo dalla sua scrittura, La fine del mondo si rivela di inquietante attualità. In un contesto globale segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e crisi culturali, la riflessione di Soyfer colpisce per la sua lucidità: l’incapacità dell’umanità di affrontare i propri errori e la tendenza a rifugiarsi in illusioni, interessi personali e propaganda. L’allestimento degli Anacoleti raccoglie e rilancia questa denuncia, evitando ogni retorica e scegliendo invece la via più efficace: una forma di teatro che intrattiene senza rinunciare alla profondità, restituendo al pubblico il piacere del pensiero critico.


regia Davide Celoria
aiuto regia Giuliana Baldin
scenografie e costumi Max Bottino
disegno Luci Maxim Sonechkin
produzione Officina Anacoleti ETS


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