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Claudia Contin Arlecchino: a modus con ‘Né serva né Padrona’

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Claudia Contin Arlecchino sarà a modus con ‘Né serva né Padrona’ venerdì 9 novembre (ore 21.15). L’abbiamo intervistata sullo spettacolo e sulla sua presenza da noi.

  • Claudia, che cosa farai a modus?

Come ormai sapete, il 9 novembre 2018 è previsto il mio spettacolo “Né Serva né Padrona”, una sorta di divertente performance interattiva con il pubblico, creata appositamente in omaggio alle figure femminili della Commedia dell’Arte e alle grandi donne di spettacolo che tra Cinque e Seicento hanno dato prova della loro capacità di emancipazione attraverso l’arte scenica.

È uno spettacolo comico, ma che tratta molto seriamente la dignità artistica delle donne, la loro forza comunicativa, la loro capacità auto-ironica di mettersi in gioco.

Lo spettacolo però è dedicato a tutti, uomini e donne, giovani e antichi, ricchi e poveri: anzi, più la platea è composita, più il gioco tra i ruoli e le solidarietà di genere si fa interessante, accattivante, e persino catartico.

  • Perché partecipare?

Credo che questa proposta di spettacolo interattivo sia un’esperienza da provare in prima persona: sono gli spettatori i protagonisti, gli ospiti adorati di un Arlecchino che si spoglia di tutte le sue maschere per rivelare l’eterno fanciullo e l’eterna fanciulla che vive in ciascuno di noi. Si impara ridendo. Si ride pensando. Si vive per un’ora e mezza l’esperienza di una festa risolutiva delle nostre tensioni quotidiane.

  • Quindi: a chi è rivolto ‘Né Serva né Padrona’?

 ‘Né Serva né Padrona’ è rivolto a tutti. Ripeto: proprio a tutti. Signori e Signore, Padroni e Padrone, Colleghi e Colleghe, Artiste e Operaie, Contadini e Dottoresse, Bambini e nonne.

Tutti insomma, purché disposti a lasciarsi andare nel vortice della serenità che la solidarietà della Commedia dell’Arte propone a tutti i generi, le culture e le età.

  • Perché proprio a modus?

Sono stati i Direttori del nuovissimo Spazio Modus di Verona a cercarmi e contattarmi, sin dall’apertura della loro iniziativa nel gennaio 2018.

Il loro progetto giovane, professionale, alternativo, mi ha subito ispirato fiducia.

Nell’arco di un solo anno ho ricevuto e seguito tutte le newsletter di presentazione delle loro proposte di spettacoli e didattica. Credo che uno spazio di questo tipo sia un’ulteriore ricchezza che va a completare la bellezza e l’efficienza della città di Verona, già punto di riferimento per eccellenze culturali nel campo del teatro, della musica, del cinema e della storia dell’arte.

Per me è un grande piacere portare a Verona per la prima volta questo mio cavallo di battaglia, all’interno di una rassegna così specifica com’è quella di Modus, che si intitola T-DONNA ed è dedicata proprio al teatro femminile.

Per gli spettatori che desiderano vedere il mio spettacolo, quale migliore cornice se non la splendida Verona? Questa città ha saputo accogliere e fare sua la storia inventata da Shakespeare sulla giovane Giulietta innamorata. Grazie a modus, Verona saprà accogliere per la prima volta anche le confessioni buffe e disinibite del primo Arlecchino Donna della Storia.

  • Quali sono le tue aspettative?

Mi aspetto un incontro positivo e collaborativo, tra il mio staff di Porto Arlecchino e quello dello Spazio modus. Mi auguro di regalare al pubblico di Modus un momento indimenticabile sulla storia della Commedia dell’Arte antica, moderna e contemporanea.

Spero con tutto il cuore di saper contribuire alla crescita della nuova proposta di Modus a Verona e di stimolare e supportare anche la programmazione futura.

  • Come mai è importante vedere ‘Né Serva né Padrona’ a novembre?

Perché assieme alla giornata del 25 novembre, ormai tutto il mese è dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne.

È un tema che tocca moltissimo anche me, una lotta alla quale ho dedicato molte delle mie attività e in particolare questo spettacolo.

Anziché esprimere una tragica denuncia, con la supervisione delle Pari Opportunità del Friuli e del Trentino, in questo spettacolo abbiamo deciso di proporre una sorta di “inno” alle possibilità di emancipazione delle donne.

Si tratta di una lezione comica e divertente ma, attraverso la risata e l’auto-ironia, la forza di auto-determinazione delle donne risulta rispettabile, onorevole, quanto assolutamente amabile: una difesa della dignità.

Il mese di novembre è il tempo giusto per riflettere su che cos’è la dignità e su come va rispettata.

Porto Arlecchino: il sito.

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