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Commedia sul matrimonio: ‘Bon Mariage’, comunicato stampa

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Commedia sul matrimonio: debutta a modus il nuovo ed atteso spettacolo di Impiria. ‘Bon mariage’ ovvero il matrimonio e il suo contrario: una commedia in costume che alterna umorismo, ironia e perle di filosofia.

Verona, 1 marzo 2019

Commedia sul matrimonio – ‘Bon Mariage’ – tra il 15 e il 31 marzo a modus

Torna sul palcoscenico di modus a Verona Teatro Impiria: e questa volta con uno spettacolo tutto nuovo, la commedia Bon Mariage, che debutta il 15 marzo con repliche sino al 31, nell’ambito della rassegna Ridere fa bene agli addominali.

Un sentito ritorno all’affezionato pubblico per questa nuova produzione, attesa da tre anni: l’ultimo spettacolo del gruppo guidato da Castelletti è stato il tanto applaudito “Ali” (debutto aprile 2016, di nuovo in scena il 6 e 7 aprile prossimi).

In questi anni infatti Teatro Impiria si è focalizzato sulla nascita di modus, prima per il progetto, poi per la raccolta fondi e la realizzazione del teatro e infine per l’avvio della sua intensa attività culturale.

Ora il gruppo torna alla sua attività principale, ossia la produzione di spettacoli, segnando il suo ritorno con una pièce che si preannuncia grandiosa. Una fastosa commedia, con costumi e scene che ricreano il ‘700 francese – l’epoca dei lumi – basato sul pensiero dei più grandi filosofi dagli antichi ai giorni nostri per sorridere su uno dei comportamenti più farseschi dell’uomo: l’eterno dialogo tra i sessi e la difficile alchimia del matrimonio.

Il testo

Il testo scritto da Andrea Castelletti nasce inizialmente da una libera ispirazione indotta dalla lettura de “Il libertino” di Schmitt, da cui si prendono forti distanze per il messaggio che si intende offrire.

L’epicentro della commedia poggia su una vasta ricerca sulla produzione filosofica e intellettuale sul tema del matrimonio e della coppia, confluendo in una sorta di “sintesi omnia” in forma di commedia di quanto sia mai stato detto e negato sull’argomento.

Tra vaudeville e filosofia

I dialoghi sono infatti ricavati da battute, profonde e divertenti, di importanti pensatori, e calate in una trama tipica da vaudeville, tra intrighi e tradimenti di mogli, mariti, amanti e incomodi.

Ai personaggi il compito quindi di portare in scena vari punti di vista e pensieri che si contraddicono e completano, lasciando allo spettatore la libertà di trarre le proprie conclusioni.

Una commedia quindi originale e brillante ma ricchissima di spunti e di riflessioni, trasmessi con simpatia e umorismo dove una forte vena di ironica leggerezza si innesta su illuminanti pensieri filosofici, di cui ciascun spettatore potrà far tesoro per domandarsi dove sta la Verità.

Scene, costumi e parrucche sono stati pensati per ricreare uno squisito gioco teatrale che restituisce nella forma della trasparenza l’intento di mettere a nudo il pensiero dei personaggi.

La trama

Nella Francia dell’Illuminismo, Monsiuer Batteux ed il Marchese Parraunet sono due appassionati filosofi che si trovano finemente ad argomentare sugli aspetti del matrimonio ed il suo contrario.

Ma ogni loro teoria viene regolarmente mandata all’aria dalle figure femminili che si abbattono come cataclismi su quello che vorrebbe essere un tranquillo pomeriggio: la moglie risoluta nel voler redimere il marito libertino, la figlioletta adolescente che avanza con impeto negli inesplorati territori dell’amore, la giovane amica che l’amore invece lo provoca ed una affascinante profittatrice che fa della seduzione un’affilata arma.

Ecco che, in un susseguirsi di imprevedibili situazioni e serrati colpi di scena, l’essere del filosofo viene fagocitato, raggirato e continuamente distolto dalle seduzioni e dall’ordine di famiglia, solleticando intelligenza e sensualità in un fitto sragionare in punta di logica, in altalenanti pensieri sulla famiglia, la fedeltà, la gelosia, il desiderio e la virtù, nonché sulla necessità di conciliare le ragioni della felicità individuale con la morale corrente ed i paradossi della società.

Lo spettacolo

Lo spettacolo vede interpreti Michele Vigilante e Walter Peraro nella parte dei due filosofi, attorniati da un quartetto di brave e briose attrici: Chiara Rigo, Alessia Antinori, Valentina Stevan e la giovane Elena Perego.

I costumi sono di Laura Consolini e le ardite parrucche di Anna Penazzi, mentre le scene sono state realizzate con il contributo degli studenti del Liceo Artistico Boccioni Nani di Verona nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

La regia a quattro mani è firmata da Laura Murari e Andrea Castelletti.

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