Teatro a Verona

Musica elettronica tra horror e sublime: «La zattera della Medusa» smuove le corde

La critica d’arte Roberta Tosi, con il supporto di momenti recitativi e musica dal vivo, ha descritto un quadro di Géricault che nell’Ottocento ha spiazzato il pubblico

di Michela Pezzani su L’Arena del 7 ottobre 2022 

Non solo arpe, violini e strumenti evocativi affini sono in grado di muovere le emozioni ma anche la musica elettronica come è successo al Teatro Modus dove il performer e compositore Marco Alborali ha suonato dal vivo al sintetizzatore e chitarra non acustica pezzi davvero alternativi per sonorità e impatto uditivo nella lezione spettacolo «La zattera della Medusa». A proporla la rassegna Arte&Teatro che ha preso il via nello spazio di Piazzetta Orti di Spagna diretta dall’attore e regista Andrea Castelletti.

a critica d’arte

Prima di dieci serate dedicate ai capolavori e geni della Storia dell’Arte, la pièce ha avuto come interprete principale la critica d’arte Roberta Tosi, affiancata in momenti recitativi dal controcanto dell’attore Michele Vigilante riguardo un quadro che nell’Ottocento ha fatto parlare di sé e spiazzato il pubblico per le sue enormi dimensioni, 7 metri per 4, l’argomento apocalittico e le figure umane coinvolte in un naufragio, a grandezza naturale.

La proiezione di immagini sull’autore Géricault, e sull’opera sezionata sono state spiegate dalla Tosi ad un pubblico molto attento che ha dato conferma della validità dell’iniziativa di raccontare l’arte come in un piccolo festival della bellezza e come come accadrà per altre nove serate.

Géricault autore romantico

Morto a 33 anni dopo essere rimasto prima paralizzato a causa di una caduta da cavallo e poi peggiorato, Géricault è indubbiamente autore romantico di bell’aspetto e animo tormentato che di fronte agli eventi della vita tira fuori dal profondo i pensieri più tortuosi e realistici sulla vita, la morte, il destino, il senso delle cose e umano: tutto ciò è emerso da questa performance intrigante in equilibrio, tra horror e sublime.

Suggestiva innanzitutto la realtà intrinseca del dipinto che invita mediante il carisma della studiosa Tosi ad andarlo ad ammirare al Louvre in tutta la sua eloquenza e rievoca non solo ciò che accadde davvero al largo del Senegal alla nave Medusa sorpresa dai marosi e al suo equipaggio quasi del tutto sterminato da fame, sete e stenti, ma diventa simbolo della lotta alla sopravvivenza, nel bene e nel male, cannibalismo compreso, che non ha confini di spazio e tempo, argomento attualissima ai nostri giorni.


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